L’Isis che c’è in voi

In queste ore dopo l’attentato a Charlie Hebdo ho letto veramente di tutto.
Il leghista che “ecco, compagni, grazie al vostro buonismo”.
Il fascista che “facciamo sparire nel nulla i sospetti combattenti islamici italiani”.
Leghisti e fascisti vari che “colpa dell’immigrazione sui barconi”.
L’anchorwoman del principale telegiornale italiano che “se la sono cercata”.
Ho schifo di tutti voi.
Sono convinto che il Califfato governante in Italia non vi permetterebbe mai di dire simili cazzate.
Eppure anche per questo lo combatto, senza armi che non siano quelle che ho: la forza delle mie opinioni e la consapevolezza di essere libero di esprimerle.

Punti di vista

Non mi capacito. L’India deve assolutamente restituirci quei due loro assassini che per difendere una nave commerciale hanno sparato a due pescatori siciliani al largo di Lipari. Gli italiani vorrebbero processarli? Si fottano, quei corrotti mangiaspaghetti. Rivogliamo i nostri eroi! Parli il governo! Si ritiri l’ambasciatore!

Dei delitti e delle pene

Non auguro le peggio cose al dirigente Amiu arrestato, non sarebbe bello. Spero soltanto che abbia una moglie ignara di tutto.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/11/13/ARuz9gYC-appalti_arresti_cambio.shtml

Compagni di viaggio

E ora a capofitto verso la presunta alluvione. Per questo simpaticone un po’ di riposo prima di ricominciare a lavorare.

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Uber alles?

Ho provato tre volte Uber, da quando è sbarcata a Genova. L’ho fatto solo quando la diatriba con i tassisti è finita e la concorrenza è stata ritenuta legittima dalla magistratura, non volevo rendermi complice di un’illegalità. Direi che le preoccupazioni delle ex auto gialle erano largamente esagerate, i due servizi sono quasi complementari. Di certo Uber sottrarrà pezzetti di mercato ai precedenti monopolisti, i quali però potranno certamente trovare nuovi stimoli per rispondere adeguatamente alla sfida.
In sostanza, Uber è concorrenziale:

1) se non hai particolare fretta di raggiungere un posto;
2) se quindi sei disposto ad attendere l’arrivo dell’auto anche un quarto d’ora e a rinunciare alle corsie preferenziali;
3) se vuoi risparmiare.

Il punto 3 è il vero punto di forza di Uber: l’attesa dell’auto scorre senza ansie, sapendo che il tassametro virtuale comincerà a camminare solo una volta che il cliente sarà salito a bordo, non prima. E partirà comunque da 2 euro, non 5, senza contare l’eventuale attesa dell’arrivo dell’auto dal cliente.
Il taxi ha dalla sua una maggiore capillarità, almeno in questa fase in cui Uber si sta consolidando e gli autisti a disposizione non sono molti, e soprattutto la ragionevole certezza da parte del cliente di trovare una macchina a tutte le ore, tutti i giorni (so che non è proprio così e che sotto questo aspetto i tassisti possono e devono fare di più).

Le tre Uber che ho utilizzato fino ad ora mi hanno aperto un mondo. Cominciamo col dire che si tratta di dopolavoristi che arrotondano, o di soggetti che cercano di reintrodursi in qualche modo nel mondo del lavoro: la prima, una bella auto ben tenuta, era guidata da un infermiere molto gentile, da lui mi sono fatto spiegare i meccanismi del funzionamento di Uber. La seconda aveva alla guida un pacioso pensionato che dopo di me sarebbe andato a svolgere la sua attività di allenatore di calcio. Quella di oggi era un po’ meno attraente, all’interno si respirava un’aria pesante di fumo e altri umori. Sono stato tentato dal primo giudizio negativo ma quando il tizio mi ha raccontato di essere un ex AMT troppo giovane per andare in pensione e troppo vecchio per trovare un altro lavoro mi sono arreso. Giudizio, sì. Dopo ogni corsa Uber chiede ad autista e cliente una valutazione reciproca, da esprimere in stelline. L’autista non può scendere sotto la media di 3, o rischia di perdere l’affiliazione con Uber; dal canto suo l’autista saprà se sta andando a prendere un cliente piacevole o un rompiscatole.

Insomma, tutto sommato la cosa mi sembra interessante. Tra l’altro, sarà per la novità, ma con gli autisti Uber ho sempre chiacchierato fino all’arrivo a destinazione, mentre sui taxi in genere metto la testa dentro i telefoni o mi tuffo nei pensieri.

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