Web zona franca per chi minaccia?

Ho appena finito di leggere su Repubblica l’intervista con Laura Boldrini ed il suo allarme sulle minacce che da internet le vengono rivolte ormai quotidianamente. Subito dopo, consultando Facebook, mi sono imbattuto in un post sponsorizzato pagato dall’Anaste, che scopro essere un’associazione per le strutture per la terza età. Qualcosa di istituzionale, si suppone, ma il tono del post è minaccioso nei confronti dell’assessore alla salute della Regione Liguria, oltre che suonare vagamente mafioso. Non si spiega il problema, ma si fa riferimento a presunti documenti da pubblicare sul sito dell’associazione.

In coda, gli immancabili commenti. Si scatena il popolo che vorrebbe un ospedale in ogni condominio e che non si limita a critiche nei confronti dell’assessore, ma seguendo lo spirito del tempo lo fa oggetto di minacce ed insulti di ogni tipo. Si va dall’innocuo “deficiente rosso” a “Abita a Torriglia, andiamo a trovare ‘sto coglione e mandiamolo al pronto soccorso così tocca con mano”, da “stronzo” a un “faccia di merda” firmato da “Ragazze immagine cubiste” che dà al tutto un tocco surreale che non guasta.

Tutto in genere riconducibile a nomi e cognomi, gente chiaramente identificabile ma che forse, a parte i delinquenti professionali, non si rende conto di non essere nel salotto di casa a chiacchierare con pochi amici. Forse è il momento di affrontare il problema dell’assoluta deregulation di internet e dei social network. Tra la tutela delle persone e la censura passa un mare, cerchiamo di non scandalizzarci se arriverà qualche provvedimento repressivo mirato, cerchiamo di non scattare come un sol uomo in difesa della libertà sul web, che non deve diventare libertà di minaccia ed insulto per tutti gli idioti e i nazifascisti in possesso di computer e mai abbastanza penalizzati dal digital divide che pure esiste.

Radio Radiowaves

Da oggi Radiowaves è anche (o soprattutto) una radio online. Buon ascolto!

Alzati e cammina!

Santocielo, è da un anno che non aggiorno. Sì, lo so: Facebook, Twitter, tutti gli amici che lì ti leggono e qui non sanno nemmeno che ci sei. Però non dovrei trascurare così questa mia prima (seconda) forma di espressione pubblica.
Recupererò, promesso.

Gasparri e la Rete, una storia di incomprensioni

(Tre mesi e mezzo senza postare. Twitter appena ripreso dopo anni di abbandono ma ancora pressoché inattivo. Facebook sta cannibalizzando qualunque altra forma di espressione)

L’onorevole PdL Roberto Cassinelli è persona ragionevole e può contare su apertura mentale e conoscenze tecniche, doti che nel suo partito sono normalmente causa di esclusione, specialmente se parliamo di internet. Cassinelli si è già battuto contro la censura in Rete e anche adesso è impegnato a far ragionare i suoi, impegnati nella solita crociata censoria. Ecco come risponde al collega (ahilui) di partito Maurizio Gasparri, che sta al computer e ad internet come Giovanardi sta ad un party in spiaggia con ragazze in bikini.

INTERNET, CASSINELLI (PDL) A SEN. GASPARRI: IN RETE MELE MARCE, MA VINCONO LE COSE BUONE
Il deputato del Pdl Roberto Cassinelli ha inviato una lettera al Presidente dei Senatori del suo partito, Maurizio Gasparri, che nel corso della trasmissione “Porta a Porta” si era espresso in termini critici nei confronti della rete internet. Nella lettera aperta, di cui di seguito si riporta il testo, Cassinelli ha espresso al senatore Gasparri il proprio punto di vista sulle sue esternazioni.

“Caro Presidente,
ho avuto modo di ascoltare il Tuo intervento alla trasmissione “Porta a Porta”, andata in onda su Rai Uno nella serata di ieri.
Come sempre, Ti ho apprezzato in molte parti.
Su una sola, se mi consenti, vorrei esprimerTi qualche perplessità: quando si è parlato di internet, Tu hai definito la rete uno strumento “micidiale”, hai portato sul tavolo casi di furto di identità, hai parlato della pedopornografia on-line e delle relative inchieste della magistratura. Si tratta di situazioni che, purtroppo, esistono e vanno combattute con forza. E a questo proposito credo meriti un plauso la nostra Polizia postale.
Però, è anche vero che internet non è solo veicolo del “male assoluto”, ma anche di tanti contenuti positivi e propositivi, figli dell’intraprendenza e della creatività degli utenti.
Permettimi, anzi, di dire che in rete i contenuti ai quali hai correttamente fatto riferimento sono isolati e minoritari rispetto agli ottimi contributi di idee che nel web si trovano e che a molti, me incluso, piace cercare. Ciò è merito, credo, del crescente senso di responsabilità da parte di chi naviga, che a mio avviso potrebbe ancor più essere stimolato da iniziative istituzionali di sensibilizzazione ed educazione all’uso della rete.
Perciò, sarei stato lieto di ascoltare da parte Tua – al fianco della sacrosanta condanna dei contenuti turpi ed illeciti che possono rinvenirsi nelle maglie della rete – anche un apprezzamento per quanto invece c’è di buono.
Se avrai piacere ed interesse, potremo incontrarci per fare quattro chiacchiere su questo tema che tanto mi appassiona: potrei portarTi molti esempi del “web positivo” che ho potuto conoscere in alcuni anni di intensa frequentazione di questi mondi.
Infine, consentimi qualche riga sul noto comma 29, del quale proprio a “Porta a Porta” discutevate.
Sono convinto come Te che l’obbligo di rettifica debba valere anche on-line. Ma il testo, così come è scritto, non fa alcune distinzioni – né in quanto a termini di adempimento, né in quanto a sanzioni – tra le piattaforme professionali e quelle amatoriali, senza peraltro concepire alcune peculiarità, persino tecniche, della rete.
Ciò è a mio avviso irragionevole, e per questo ho presentato un emendamento, che mi pare abbia trovato consensi anche all’interno del Governo. Tenendo peraltro presente che il profilo penale della diffamazione nulla ha a che vedere con la rettifica.
Spero comunque ci saranno occasioni per poterne parlare di persona più compiutamente.
RingraziandoTi per l’attenzione, Ti invio i saluti più cordiali.
Con stima.

Roberto Cassinelli

Roma, 27 settembre 2011″

Campioni senza valore

Se penso a due campioni veramente rappresentativi di questo governo di incompetenti e di livorosi penso a due persone. E no, Silvio non c’entra. Penso a Frattini: simbolo di incompetenza. E penso a Brunetta, piccolo contenitore di livore ad alta densità, probabile retaggio di complessi non superati.

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