Gasparri e la Rete, una storia di incomprensioni

(Tre mesi e mezzo senza postare. Twitter appena ripreso dopo anni di abbandono ma ancora pressoché inattivo. Facebook sta cannibalizzando qualunque altra forma di espressione)

L’onorevole PdL Roberto Cassinelli è persona ragionevole e può contare su apertura mentale e conoscenze tecniche, doti che nel suo partito sono normalmente causa di esclusione, specialmente se parliamo di internet. Cassinelli si è già battuto contro la censura in Rete e anche adesso è impegnato a far ragionare i suoi, impegnati nella solita crociata censoria. Ecco come risponde al collega (ahilui) di partito Maurizio Gasparri, che sta al computer e ad internet come Giovanardi sta ad un party in spiaggia con ragazze in bikini.

INTERNET, CASSINELLI (PDL) A SEN. GASPARRI: IN RETE MELE MARCE, MA VINCONO LE COSE BUONE
Il deputato del Pdl Roberto Cassinelli ha inviato una lettera al Presidente dei Senatori del suo partito, Maurizio Gasparri, che nel corso della trasmissione “Porta a Porta” si era espresso in termini critici nei confronti della rete internet. Nella lettera aperta, di cui di seguito si riporta il testo, Cassinelli ha espresso al senatore Gasparri il proprio punto di vista sulle sue esternazioni.

“Caro Presidente,
ho avuto modo di ascoltare il Tuo intervento alla trasmissione “Porta a Porta”, andata in onda su Rai Uno nella serata di ieri.
Come sempre, Ti ho apprezzato in molte parti.
Su una sola, se mi consenti, vorrei esprimerTi qualche perplessità: quando si è parlato di internet, Tu hai definito la rete uno strumento “micidiale”, hai portato sul tavolo casi di furto di identità, hai parlato della pedopornografia on-line e delle relative inchieste della magistratura. Si tratta di situazioni che, purtroppo, esistono e vanno combattute con forza. E a questo proposito credo meriti un plauso la nostra Polizia postale.
Però, è anche vero che internet non è solo veicolo del “male assoluto”, ma anche di tanti contenuti positivi e propositivi, figli dell’intraprendenza e della creatività degli utenti.
Permettimi, anzi, di dire che in rete i contenuti ai quali hai correttamente fatto riferimento sono isolati e minoritari rispetto agli ottimi contributi di idee che nel web si trovano e che a molti, me incluso, piace cercare. Ciò è merito, credo, del crescente senso di responsabilità da parte di chi naviga, che a mio avviso potrebbe ancor più essere stimolato da iniziative istituzionali di sensibilizzazione ed educazione all’uso della rete.
Perciò, sarei stato lieto di ascoltare da parte Tua – al fianco della sacrosanta condanna dei contenuti turpi ed illeciti che possono rinvenirsi nelle maglie della rete – anche un apprezzamento per quanto invece c’è di buono.
Se avrai piacere ed interesse, potremo incontrarci per fare quattro chiacchiere su questo tema che tanto mi appassiona: potrei portarTi molti esempi del “web positivo” che ho potuto conoscere in alcuni anni di intensa frequentazione di questi mondi.
Infine, consentimi qualche riga sul noto comma 29, del quale proprio a “Porta a Porta” discutevate.
Sono convinto come Te che l’obbligo di rettifica debba valere anche on-line. Ma il testo, così come è scritto, non fa alcune distinzioni – né in quanto a termini di adempimento, né in quanto a sanzioni – tra le piattaforme professionali e quelle amatoriali, senza peraltro concepire alcune peculiarità, persino tecniche, della rete.
Ciò è a mio avviso irragionevole, e per questo ho presentato un emendamento, che mi pare abbia trovato consensi anche all’interno del Governo. Tenendo peraltro presente che il profilo penale della diffamazione nulla ha a che vedere con la rettifica.
Spero comunque ci saranno occasioni per poterne parlare di persona più compiutamente.
RingraziandoTi per l’attenzione, Ti invio i saluti più cordiali.
Con stima.

Roberto Cassinelli

Roma, 27 settembre 2011″

Campioni senza valore

Se penso a due campioni veramente rappresentativi di questo governo di incompetenti e di livorosi penso a due persone. E no, Silvio non c’entra. Penso a Frattini: simbolo di incompetenza. E penso a Brunetta, piccolo contenitore di livore ad alta densità, probabile retaggio di complessi non superati.

Alle urne, in un Paese normale

Oggi c’è un referendum. Un referendum in cui si vota per accorciare la durata dei processi, ma senza tagliare i tempi della prescrizione. Un referendum in cui si vota per separare la proprietà dei mezzi d’informazione dai grandi gruppi finanziari. Un referendum in cui si vota per istituire forme di pena alternative al carcere, nell’ottica del recupero del detenuto.

Sbrigatevi con le pratiche, avviene in Ecuador.

Hanno ammazzato Bin Laden, Bin Laden è vivo

Alla gente piace pensare, per necessità o desiderio di semplificazione, che tutti gli eventi, tutte le organizzazioni, possano essere ricondotte ad un uomo solo: l’uomo forte che risolve i problemi (Mussolini, Berlusconi), il Grande Vecchio del terrorismo italiano degli anni 70-80, adesso Osama Bin Laden. La notizia della sua morte, se verrà confermata oltre ogni ragionevole dubbio, è stata accolta con scene di giubilo negli USA, ma è una gioia che può essere paragonata a quella dei familiari di un morto ammazzato che vedono il colpevole friggere sulla sedia elettrica. E si sa quanto questo, all’americano medio, piaccia. Ma ho la sensazione, per usare un eufemismo, che la lotta al terrorismo non sia ancora finita, perché Bin Laden non è, non può essere, l’unico capo di riferimento di un’organizzazione capace di colpire in tutto il mondo. Al Qaeda è un franchising composto da gruppi autonomi, senza contare i gruppetti che fiancheggiano l’organizzazione e ne sono ispirati, pur non facendone pienamente parte. E’ un colpo importante, soprattutto da un punto di vista morale, ma non certo determinante. E temo che i riscontri arriveranno presto.

Certo, sarebbe stato meglio provare a catturare Osama, anziché sparargli in testa. Avrebbe avuto cose molto interessanti da raccontare. Peccato, si vede che proprio non se ne poteva fare a meno.

Facebook chi legge. Ma chi scrive, a volte, di più

Un annetto circa di frequentazione di Facebook mi ha aperto un orizzonte nuovo: quello delle pillole di saggezza che chiunque può diffondere a tutti, grazie alla grande democraticità del sistema. Non importa chi sei, quanto hai studiato, quali sarebbero le tue possibilità di accesso all’informazione globale: con Facebook puoi. Puoi esprimerti, puoi parlare con il mondo, e soprattutto puoi spiegare al mondo la tua filosofia di vita.

In questi mesi ho raccolto alcune frasi, tutte collegate a pagine apposite, che mi hanno particolarmente colpito e che suddividerei in grandi filoni (in corsivo le frasi da scolpire, tra parentesi le mie modeste chiose).

Ci sono i diversamente grammaticati: Dici sempre la verità, sarà lei a ripagarti (dici, ma ogni tanto anche faci), Nessuno Deve Giudicare..Le Tue Scelte….Perchè Nessuno a Mai Provato le Tue Gioie..i Tuoi Dolori!! (avvertiamo anche noi il dolore per la violenza sul verbo avere e sulla punteggiatura), Cos’è la gelosia ? E’ quando ti da fastidio che qualcuno da delle attenzioni speciali a una persona che senti tua ! (sì, ma DA’ quando?), Non mi piacciono le persone che prima sparlano gli altri e poi fanno i lecchini.. (e sparlare i complementi oggetti è anche peggio).

Ci sono i grandi incerti: un giorno sono felice, un altro sono triste, e altri non lo so proprio!… (magari lo sa il tuo psichiatra).

Ci sono i grandi pessimisti: Bisogna sempre partire dal presupposto che nulla è perfetto, e che nulla va sempre bene come dovrebbe (vabbè, ma questo è Murphy), Non solo non è tutto oro quello che luccica ma, coi tempi che corrono, è la merda a brillare di più (questo deve aver fatto uno stage da Lele Mora).

Ci sono quelli che ci spiegano le donne e le relazioni: Una donna vera deve essere bambina nell’anima..donna nella mente..femmina nel corpo..(bravo, ti sei fermato un attimo prima di aggiungere “zoccola nel letto”), LE PERSONE CHE VOGLIONO ESSERCI…CI SONO SENZA CHE TU GLIELO CHIEDA…(vero, in genere si chiamano Testimoni di Geova).

E poi ci sono quelli amaramente delusi dall’amore, dagli amici. E glielo fanno sapere, oh, se glielo fanno sapere. Anzi, lo fanno sapere a tutti noi: Se non mi cerchi … Vuol dire che stαi Bene αnche senzα Di me ! (beh, sì, mi spiace dirtelo, ma…), E tutte le tue parole? Le tue promesse? Dove sono finite? A fanculo. Ecco dove! (oh, una serena analisi della situazione), ..E ci sono quelli che non guardano in faccia a nessuno: sono i gran leccaculi a 360 gradi (mi sa che se fai il leccaculo a 360 gradi prima o poi ti trovi davanti qualcosa di diverso), CHI TI VUOLE..TORNA..E SE NON LO FA…NON TI HA MAI VOLUTO BENE!! (o magari si è solo rotto di te, no?)

Ma gli esempi sono migliaia.

P.S: Nessun segno grafico è stato toccato nell’elaborazione di questo post, tutto è rimasto originale

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